Ici caldaie, industria per Usa e Cina

Immaginare il futuro per giocare d'anticipo, anche e soprattutto a livello internazionale. Si può riassumere così la strategia di ICI Caldaie, società di Verona specializzata in generatori di vapore che dà lavoro a 450 dipendenti e ha chiuso il 2017 con 70 milioni di fatturato. "Il nostro centro di ricerca ha sviluppato dei cogeneratori con celle a combustibile per la produzione di idrogeno - spiega Emanuela Lucchini, presidente di ICI Caldaie - Queste tecnologie ci hanno permesso di collaborare con istituti di ricerca in tutta Europa e quindi di pensare a quali saranno le evoluzioni future in chiave green per utilizzare meglio gli idrocarburi, abbattere le emissioni e adattarci agli standard sempre più restrittivi come quelli della Cina. Aver lavorato così tanto sulla ricerca competitiva ci permette ora di sfornare delle tecnologie veramente evolute". L'espansione internazionale di ICI Caldaie è iniziata nel 2002 ed è stata sostenuta da Sace Simest (Gruppo Cdp): "abbiamo iniziato ad affrontare il mercato cinese con un finanziamento Simest di 500 mila euro a tasso agevolato - racconta Lucchini - Poi abbiamo proseguito con altri uffici di rappresentanza in Russia, Kazakistan e Bielorussia, utilizzando i finanziamenti di Simest per creare un po' di struttura e non andare direttamente dal cliente con la valigetta alla vecchia maniera. Però il percorso è ancora lungo, perché vendiamo tecnologie molto sofisticate che hanno bisogno di assistenza in loco e operatori qualificati". L'ultimo prodotto lanciato sul mercato da ICI Caldaie è un sistema per l'industria food & beverage integrato col processo produttivo del cliente. E la congiuntura sembra favorevole: "La tecnologia legata al mondo dell'energia - spiega Lucchini - vede noi italiani molto all'avanguardia, non solo rispetto ai cinesi che adesso devono abbattere le emissioni ma anche rispetto agli americani, perché negli Usa il mercato è sempre rimasto molto chiuso. I nostri competitor principali sono i tedeschi perhé hanno più risorse e massa critica, però la tecnologia italiana piace di più perché è più versatile e si adegua meglio alle esigenze del cliente".(ANSA).

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